Codardi [362]

codardiForse diceva il comandante, dopo la fuga: “Comunque, sono ancora vivo… e poi, era venerdì 13…”. In effetti, l’affondamento della Costa Concordia è avvenuto venerdì 13 gennaio 2012 alle 21:45:05.      

Se non ci fossero stati 32 morti, non sarebbe stata una vigliaccata importante, perché qualcuno i danni comunque li pagherà ma i 32 morti non sono recuperabili e qualcuno avrà la coscienza che gli rimorderà per tutta la vita. Ma forse, chi commette un’infamia del genere, una coscienza non ce l’ha. Questo è il vero problema. Possibile che non si potesse capire da prima? Che non sia un fatto di cultura che per mille anni non può essere risolto? Ma no… ma cosa dici…

Il termine codardo viene dal francese antico couard, detto del falco cacciatore che tiene la coda bassa. Che si sottrae all’adempimento del proprio dovere di fonte al pericolo, vile, pusillanime. (Devoto – Oli). Vile viene dal latino vilis, di etimologia oscura e pusillanime significa di animo infantile (latino).

In buona sostanza, se non ci fossero stati i morti, sarebbe stata comunque una vigliaccata pusillanime, infantile per l’appunto, in quanto il vile sapeva che sarebbe stato rintracciato e quindi ha deciso di aver paura, di non avere coraggio ma sapeva per l’appunto che sarebbe stato ritrovato. E come non ricordare Don Abbondio, che teorizzava, di fronte al cardinale che lo esortava ad avere coraggio: “Se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare…”. Definiamo questa come una vigliaccata di seconda categoria, dovuta alla paura, senza speranza di farla franca in quanto si sapeva chi era il comandante.

Ma che dire di quelli che sanno di non essere trovati o che rischiano di essere trovati rarissimamente? Questi sono i peggiori, assassini che non soccorono la vittima di un incidente stradale da loro causato e che fuggono.

E che dire di coloro che affollano gli stadi e fanno delle carognate anche piccole? Molti di loro sono dei codardi che sperano di non essere trovati, gente meschina che non ha coraggio di alcunché, immersi nella loro miserabile quotidianità e che si sentono eroi solo se sono nascosti, come quei disgraziati che puntano il laser negli occhi dei calciatori. Gente che riesce ad avere un minimo coraggio solo in gruppi di 50 contro uno, così come successo a Colonia il 31 dicembre 2015. Fanno tutti finta di essere degli eroi, abilissimi nel colpire persone indifese. Il vecchio sentimento dell’orda ritorna a galla: siamo in tanti, saremo impuniti. Questi sono i codardi di prima categoria, i peggiori, perché da soli non sono identificabili, rintracciabili, non danno segni, chiusi nel loro servilismo e con la coda tra le gambe. La coda si alza solo quando in cinquanta di loro si trovano contro uno. Ricordiamoci degli Hooligans, che vengono dalla civilissima Gran Bretagna.

Ricordiamoci dei black bloc, col passamontagne per nascondere il viso.

E consideriamo una corrida: siete mai stati a vedere una corrida? Si dice che gli animali non sanno di dover morire ma il toro, nella corrida, secondo me, lo sa: ha paura, se la fa addosso, trema, muggisce come per dire: “Ma cosa ho fatto di male, vigliacchi, in duemila conto uno?” Però i picadores, per paura, gli devono tagliare i nervi ed i muscoli delle zampe anteriori, lo devono dissanguare e allora la gente sugli spalti ruggisce di crudeltà. Prima di uscire dalla corrida vomitando, ho pensato che sugli spalti c’erano degli esseri senza dignità e che l’unico essere dignitoso era il malcapitato toro.

Questa è la codardia, come gli stupratori di bambini, esseri immondi che sono forti coi deboli e deboli coi forti.

In quattro anni e mezzo di banca ho avuto a che fare con degli individui anziani che mi perseguitavano per sfogare il loro astio su di me, astio accumulato per dover dire sempre ‘sissignore’ al capo di turno, che a sua volta faceva lo stesso con quello sopra di lui. Si vive una volta sola e non si dovrebbe mai vivere in certi immondezzai. Codardi. Sono molti, moltissimi e andrebbero repressi senza pietà: nessuno sa quanto male facciano, in realtà, gli episodi di bullismo.

Eppure, i notabili, i politici, i giornalisti, i preti, fanno pochissimo per estirpare quanto esposto in questo scritto. Se fanno poco, ci sarà un perché.

Le pene non possono essere pre-confezionate ma andrebbero decise da una commissione giudicante di volta in volta, in modo che la commissione stessa possa essere giudicata dai cittadini e in modo che la commissione non possa dire: “Mah…. sono le leggi ad essere permissive: noi non possiamo fare altro che applicarle…”

Quale pena applichereste al comandante della Concordia Sagittaria, in modo che non gli venga da ridere? E quello che lo ha messo a comandare, non va forse rimosso pure lui? E quel pilota della Lufthansa che si è gettato contro una montagna coi paseggeri a bordo?

Nulla cambierà… la verità è che, al di là delle grida e dello stridore di denti momentaneo, quando succede qualcosa, sembra che la volontà sia di non cambiare.  Il legislatore disonesto fa leggi permissive, ché non debbano essere usate proprio contro di lui…

I veri delinquenti non sono stupidi e non li scopriremo mai. I delinquenti che scopriamo sono dei poveri stupidi ed è forse per questo che vanno puniti.

Mi ricordo il giudice di Pinocchio, che lo mette in prigione  perché non ha fatto niente di male  e quindi non può stare in libertà assieme, forse, a tanti delinquenti veri ma Collodi è criptico e non si sbilancia.

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