Quanto durerà [619]

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Sinistra e destra negli ultimi due secoli: l’istante prime del declino.

Come ben potete vedere, il presente scritto, benché si occupi di questioni politiche, è stato messo nella categoria ANTROPOLOGIA.

Questo perché, lo spirito fondamentale che guida gli uomini in queste scelte dipende appunto dall’uomo ed è l’uomo che crea la politica, non viceversa.

In buona sostanza, la questione uomo-politica è come la torta a millefoglie: vista da molto vicino, ogni torta millefoglie è diversa dalle sue simili ma, viste dall’opportuna prospettiva, sono tutte uguali. Diciamo quindi che, per dirla con Gian Battista Vico, con Oswald Spengler, con Robert Musil, con Ravi Batra, con Ignazio Silone e con molti altri, la storia umana è ciclica. Ciclicamente, succede che la gente, creatasi un modello, diciamo, della destra, per vari motivi, dopo un periodo di dieci, venti, quarant’anni se ne stanca perché dopo la novità agognata, emergono i problemi che, nell’opinione della gente, dipendono dalla classe politica. E a questo punto, la gente sente l’esigenza di cambiare: come? semplicemente, se siamo a destra, si sposta a sinistra, sperando di trovarvi solo miele, e, analogamente, se siamo a sinistra, si sposta a destra, per gli stessi identici motivi.

Sono commoventi, per non dire penosi, i tentativi che vengono fatti dalle fazioni al potere quando il loro periodo si evidenzia in declino: tentare di opporvisi non serve assolutamente a niente. Il cambiamento si verificherà. A buon intenditor, molte parole e quindi spieghiamo nel dettaglio la realtà della situazione italiana.

Nel 1876, la destra dette il via ad un declino e questo per vari motivi apparenti (vedendo la torta a millefoglie da vicino) ma in realtà era giunto il suo tempo, era giunto il suo tramonto. La destra perse consensi, che passarono a sinistra.

Nel 1896 (dopo un ventennio) la gente si stancò della sinistra, ci fu la Prima guerra mondiale e subentrò la destra. Nel 1939, la gente si stancò nuovamente della destra, di Mussolini e così via. Naturalmente, ci possono essere dei periodi, successivi, in cui le forze al potere cercano di resistere ma dobbiamo cercare di vedere la torta a millefoglie da lontano.

Ci fu un’altra guerra mondiale (la quale, volenti o nolenti, va inserita nella realtà) per cui le destre rimasero al potere più a lungo. La distruzione delle città, dovuta alla guerra, probabilmente rallentò il processo ma le sinistre si svilupparono sino al 2006 (nell’ipotesi più favorevole). Ora, chiaramente, il tempo della sinistra è finito e si sta avvicinando il periodo della destra. Si vede in tutto il mondo: da Trump, a Putin (non dimentichiamo che Putin è un dopo-sinistra) eccetera. Malaccorti sembrano Macron, l’Unione Europea ed altri. La voglia di non perdere il potere, viene vista dalla gente comune come un maggior motivo per abbattere chi è di opinione contraria e, difendendo i suoi privilegi, cerca di resistere. Più si agitano e, dati i tempi storici, più fanno il gioco delle destre.

Entro breve, anche molti opinionisti salteranno dalla sinistra sul carro dei vincitori ciclici, come, in questo periodo, stanno diventando le destre. Bene: quanto durerà? I cicli, a causa delle telecomunicazioni e dei media, che inculcano nella testa della gente le idee, tendono a durare sempre di più ma anche se la durata dei cicli tende ad allungarsi, sempre cicli sono e comunque finiranno.

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Da questa tabellina, vediamo che dalla punta massima della destra del 1876 sino alla punta massima della sinistra, 1896, sono passati vent’anni. Dal 1896 al 1939 (destra), ne sono trascorsi 43 e dal 1939 al 2006, ne sono passati 67, tra varie vicissitudini, nel qual periodo chi era a sinistra era un uomo all’avanguardia e chi era a destra era un povero sciocco, nostalgico, reazionario e così via. Ora che la sinistra sta perdendo il potere, usa il classico aggettivo che usava la destra, quando a sua volta stava perdendo il potere: populista!  Stranamente (ma non è strano, perché è sempre stato così) alle sinistre spettava l’appellativo denigratorio di populisti, che ora spetta alle destre. Perché il termine populista è denigratorio? Perché la parte che è al potere si accorge che i loro avversari, in questo periodo le destre, non stanno morendo, come si sperava, nossignore ma stanno rinascendo coi voti del popolo, il quale popolo deve votare per lorsignori al potere, perché altrimenti il popolo viene tacciato da lorsignori di minchioneria. E se, verbigrazia, gli attuali governanti (europei, in particolare), dovessero perdere la sedia, la colpa, ovviamente, sarebbe del popolo bue, che in questo frangente non capisce, anche se lo stesso, invece, capiva, quando votava per lorsignori. Sono dichiarati populisti, quindi, a turno, coloro i quali stanno minando il potere di chi comanda, sostenuti dai voti. Ne discende che, inequivocabilmente, farsi votare dal popolo e averne l’appoggio è certamente una cosa negativa. Ha detto Corrado Augias che dovrebbero votare solo quelli che hanno una patente adatta, che dovrebbero, cioè, aver primamente superato un esame. Gli esaminatori sarebbero, ovviamente, gli amici di Augias. Le implicazioni sono che la patente di elettore verrebbe data a chi ha delle idee acconce? A chi non è delle opposte fazioni? Mah! Ci vuole coraggio. La gente, semplicemente, visto il comportamento delle sinistre attuali, sta pensando di provare a cambiare: la speranza è l’ultima dea. Così, come ha fatto dopo un periodo che le destre erano al potere. Qoelet: Nulla di nuovo sotto il sole, nemmeno l’arroganza di chi il potere non vorrebbe perderlo.

In buona sostanza, con una semplice estrapolazione matematica, si comprende che il 2096 dovrebbe essere la data fatidica in cui le destre, volenti o nolenti, dovranno cedere il passo a loro volta.

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Nota tecnica: la formula di interpolazione

è addirittura lineare:

Y = 23.5 X  – 3.6667

Siccome X vale 4, il risultato è 90.3333, come esposto nella tabella coi rettangolini gialli. Novant’anni di destra? Non lo sappiamo ma qualche annetto di sicuro. Con buona pace di Corrado Augias.

E perché succede? Perché il consolidamento del potere spinge all’arroganza, al disprezzo dei deboli, alle ingiustizie e alle prevaricazioni. Vedi le pensioni: per certuni, deboli, cioè per il  popolo dei populisti, la retroattività è ammessa e può colpire, per altri, invece, quelli che sull’alto scranno son col culo assisi, la retroattività non è nemmeno lontanamente concepibile.

Siamo arrivati al punto che un esponente della sinistra ha detto in televisione: “Questo provvedimento lo votiamo per pro-forma, perché siamo prima delle elezioni, per ben figurare. Naturalmente, dopo le elezioni, non ne faremo niente.”

Lo ha detto come se gli elettori non potessero sentire il programma televisivo!

Perché non punire un’arroganza del genere? La gente l’ha sentito perfettamente ed ha la memoria dell’elefante. Queste cose contribuiscono, se necessario, a porre fine al ciclo sinistroide, il quale, prima o poi, doveva finire comunque. Pax et bonum.

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