Baruc 3 [502]

Baruc3
Un’immagine disperata, particolare dal Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti (1475 – 1564)

Potete vedervi il precedente Baruc2 per collegare i ragionamenti.

Bisogna dire che il popolo è più abituato di chi comanda alle privazioni, agli stenti, ai sacrifici e a resistere. Tuttavia, il popolo capisce perfettamente da chi è guidato e quindi quale sia il livello, nel nostro caso, della classe politica.

L’altro giorno, un popolano mi ha detto:

El stài ténto… i varìe da far i nòstri interèssi, i sarìe là sol che par quésto, no pretendarìe al θénto par θénto e gnànca al setànta… ma ‘sti quà i fa i interéssi sui, al θénto par θénto, no al novànta, la è na desperaθión. I dìxe che i italiàni no fa fiòi: i créde che séne tùti insùlsi; par far fiòi bisògna ‘vér i schèi par mantègnerli ma i schèi i se li màgna tùti lóri e fiòi no se pòl fàrghin cóme na vòlta. E ‘lóra i fa rivàr la ðént da l’Africa… e i ne dà la péta a noàntri… le è ròbe che non se ha gnànca mài sentìo…” [Stia attento… (i politici) dovrebbero fare i nostri interessi, sarebbero là (a Roma) solo per questo, non pretenderei che facessero i nostri interessi al cento per cento e nemmeno al settanta… ma questi qua fanno gli interessi loro, al cento per cento, non al novanta, è una disperazione. Dicono che gli italiani non fanno figli: credono che noi si sia tutti scemi; per far figli bisogna avere il denaro per mantenerli ma i soldi se li mangiano tutti loro e figli non se ne possono fare come una volta. E allora fanno arrivare la gente dall’ Africa… e danno la colpa a noi… sono cose che non si sono nemmeno mai sentite.]

P)olitico e C)ittadino.

P: Abbiamo bisogno di più soldi, senza limite, per vari motivi, più o meno confessabili. Aumentiamo le tasse e raccontiamo alcune fandonie.

C: Avrò una risposta per ogni affermazione che tu, politico,  farai.

P: Aumentando le tasse, i soldi li maneggeremo noi e potremo dire di indirizzare e sostenere, con quei quattrini, le imprese più interessanti eccetera.

C: Se diminuisci le tasse, le cose andranno meglio perché le fabbriche, quasi ultime in Europa, sono quasi ferme.

P: Non capisci niente e non centra niente. L’economia va indirizzata ed è la situazione del momento ad essere precaria, in tutta Europa, non dipende dalle tasse.

C: Capirai tu, che sono tre anni che non votiamo e che sentiamo queste chiacchiere: vi state mangiando tutto ma non avete capito che non vi conviene. Avete creato, a partire dall’accordo Moro-Berlinguer, un debito astronomico per cui nessuno ci dà più fiducia. La situazione vi è scappata di mano, non sapete come rimediare per il semplice motivo che non c’è rimedio. Nella disperazione, fate arrivare, unici in Europa, gli extra-comunitari. A parte gli interessi che vi sono sotto, il vostro ragionamento è basato sul ‘cupio dissolvi’ ovvero ‘meglio finirla’. Tanto peggio o tanto meglio, ormai è finita e cercate di arraffare il più possibile se pur è rimasto qualcosa. Come i proci ad Itaca, come alla caduta dell’Impero Romano, avete aperto la porta ai barbari i quali al momento opportuno, come Odoacre, sapranno ben che fare.

P: La colpa è della Germania…

C: Neanche quello potete dire, siete senza alcun prestigio. Sarebbe semplice imporre alla Germania di non esportare più di quanto da loro stessi riconosciuto (in percentuale sul loro Prodotto Interno Lordo) ma non potete parlare perché vi darebbero un giro di vite sul debito e vi obbligherebbero a rientrare e a rubare meno. Voi siete convinti quindi che sia meglio lasciar fare alla Germania quello che vuole, purché non vi pongano dei limiti sulla vostra corruzione endemica. Non avete scuse, non avete attenuanti ma qualcosa succederà.

P: Il popolo bue non si ribella perché non sa di avere la forza. Quindi subisce. Bisogna lasciare che la gente brontoli, devono avere la possibilità di mugugnare, come dicono i Genovesi. Al popolo il mugugno, la televisione e un pezzo di pane. A noi il resto. Credi che sia facile raccontare ogni giorno delle palle colossali? ma, come vedi, la gente le manda giù. Si vive una volta sola e i politici devono pensare a loro stessi. Ci mancherebbe altro che comandasse il popolo bue. Le elezioni sono una messa in scena, naturalmente. Se il popolo bue abolisce col referendum il ministero dell’agricoltura perché le decisioni vanno prese su base regionale, basta far finta di niente e dopo qualche giorno, come per incanto, si fa il ministero delle risorse agricole. Chiaramente, eravamo tutti d’accordo… se è passata quella, può passare tutto.

C: Non meriti nemmeno che io continui questo dialogo. Qualcosa succederà e sarà, per dirla col Poeta, pianto e stridore di denti. L’immagine del disperato di Michelangelo che campeggia all’inizio di questo articolo, non riguarda il popolo ma il politico: ed ormai non ne potete venir fuori perché per voi è troppo tardi.

 

Commento finale:

Il politico A e il politico B erano consci della situazione e pensavano di finirla (cupio dissolvi), di scappare, di defilarsi, insomma di fare qualcosa, ché era giunto il momento.

Erano entrambi in riva al mare, assorti nei loro pensieri, quando A disse a B: “Ma, insomma, che cosa stiamo aspettando?”

B si prese un minuto di riflessione e poi sibilò:

“Aspettiamo… aspettiamo… che sia troppo tardi…”

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