Archivi categoria: Venezia

Marco e Todaro 21 [818]

marcoTodaroRevisione del 11 gennaio 2021 – Todaro: “Caro Marco, sémo su ‘ste do cołòne da tànto de quél témpo… e  d’ògni tànto,  me lèzo calcòssa… quàlche bón lìbro…” [Caro Marco, siamo su queste colonne da tanto di quel tempo… ed ogni tanto, mi leggo qualcosa… qualche buon libro…]                                                                      

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Arsenale 4 [810]

Daniela col costume nero olimpionico castigato per non provocare eccessivamente Erasmo.

Revisione del 21 dicembre 2020 – Erasmo si rese conto che Daniela aveva ragione: effettivamente, nonostante la passione, si conoscevano da troppo poco tempo.

Daniela: “Caro, questo è l’unico motivo per il quale ho esitato ad accettare la giornata all’Excelsior… e il motivo per cui mi sono messa un costume un poco castigato… poi ho pensato che il mio uomo ideale dovrebbe capire… faccio fatica a dirti tutto questo”.

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Arsenale 3 [809]

Daniela nel vaporetto che porta al Lido di Venezia.

Revisione del 19 dicembre 2020 – Daniela aveva un vestitino bianco, accollato, di maglia larga di cotone come nella foto qui accanto, cortissimo, con sandali blu con tacco otto e senza orecchini. Il vestito, tutto traforato, lasciava intravedere uno spettacolo da ammirare in continuazione. Capelli sciolti e meravigliosi.

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Arsenale 2 [808]

Daniela ed Erasmo partiranno dal pontile dell’Arsenale per recarsi al Lido. Il Lido di Venezia è la striscia di terra sulla sinistra, indicata da una freccia.

Revisione del 19 dicembre 2020 – Daniela, con cipiglio ferreo: “Complimenti per la laurea. Anch’io, come lei, ho fatto ingegneria navale… ma solo due anni e mezzo… adesso basta… non mi interessa più… mio padre, a Fiume, aveva una fabbrica di barche… poi… è stato sfollato da Tito…” Continua a leggere Arsenale 2 [808]

Arsenale 1 [807]

L’Arsenale di Venezia e, a sinistra, il Caffè di proprietà della protagonista della nostra storia.

Revisione del 19 dicembre 2020 – Si chiamava Erasmo Gozzi ed aveva circa 26 anni. Era appena diventato ingegnere navale, con 30 e lode, dopo aver fatto l’istituto tecnico per la Nautica.

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Ponte Panada 6 [806]

La contessina C, dopo essersi cambiata di abito ed acconciatura, balla assieme al suo nuovo ed improvviso amore, X.

Revisione del 16 dicembre 2020 – C aveva pregato il direttore degli orchestrali di usare un piccolo sotterfugio. Il capo orchestrale disse: “Signori, per chiudere, eseguiremo, per una ventina di minuti, un mélange dei più noti motivi romantici. Dopo di che, sino all’una, non ci saranno più carnet per le dame: tutti balleranno con chi vogliono. Buon divertimento”.

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Ponte Panada 5 [805]

La contessina C: improvvisamente si trovò innamorata di X.

Revisione del 14 dicembre 2020 – Dopo questi fatti, X divenne un introverso, timoroso e un’ombra di tristezza, mista a paura, aleggiava sempre nei suoi occhi. Non spiegò mai agli amici i fatti, che erano successi, dopo il giorno passato al Lido.

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Ponte Panada 4 [804]

La foto di L, che X trovò nella propria sacca da mare.

Revisione del 15 dicembre 2020 – Ma torniamo, dopo il ricordo del giorno al mare, alla cruda realtà ed alla lettera lasciata da L.

Probabilmente, il testo che avete letto non era proprio quello esposto: quello che avete appena letto è stato scritto, a memoria, da X. L’originale, busta compresa, cominciò ben presto a dissolversi in frammenti di carta.

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Ponte Panada 3 [803]

La meravigliosa L, sulla spiaggia dei Quattro Cantoni al Lido di Venezia, spiega ad X la storia degli Yazidi.

Revisione del 13 dicembre 2020 – La storia d’amore con L sembrava quindi finita. Ma prima di proseguire ad esaminare la lettera, esaminiamo più da vicino come L ed X trascorsero la giornata al Lido di Venezia. Continua a leggere Ponte Panada 3 [803]

Ponte Panada 2 [802]

Un’immagine di Ponte Panada con l’isola cimiteriale di San Michele: forse,la vera abitazione di L…

Revisione del 12 dicembre 2020 – La porta si chiuse ed X pensò che non gli era mai successa una cosa del genere. C’era, in effetti, qualcosa di strano… Continua a leggere Ponte Panada 2 [802]

Ponte Panada 1 [801]

L, seduta su di una scalinata, aspetta che X esca dall’ufficio.

Revisione del 11 dicembre 2020 – Il protagonista di questa storia, successa nel 1960, si chiama X. X è una persona che nessuno conoscerà mai, tranne coloro, suoi amici, che in una domenica del 1960 hanno conosciuto la ragazza L, di cui diremo più avanti.

La storia ebbe inizio quando X, molto giovane, uscì una sera dall’ufficio, dove svolgeva un lavoro estivo, in attesa di tornare all’ultimo anno delle scuole superiori.

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Tintoretto e la strega [800]

La casa di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto. La linea col numero 1 indica il luogo dove si trova la lapide e quella col numero 2 indica il luogo dove il pittore ha posto la statua di un uomo armato di randello. Entrambi i punti sono meglio visibili nelle foto riportate più sotto.

Revisione del 8 dicembre 2020 – Giovanni Battista Robusti abitava al civico 3399 della fondamenta dei Mori, nel sestiere di Cannaregio. La fondamenta dei Mori è vicina al convento della Madonna dell’Orto ed il modo più comodo per arrivarvi è quello di partire dal Campo Santa Fosca. La fondamenta dei Mori deve il suo nome a dei fratelli greci commercianti, che provenivano dalla Morea (ora chiamata Peloponneso) e gli abitanti della Morea si chiamavano, per l’appunto, mori. Continua a leggere Tintoretto e la strega [800]

Polpette [799]

La strega O.

Revisione del 5 dicembre 2020 – Abbiamo già scritto della strega O e del suo gatto greco nero Pisistrato, chiamato Pi greco, nel numero 116 (vedi).

La peste del 1629 durò a Venezia sino al giugno 1631 e in pochi si ritrovarono vivi. La pandemia uccise infatti circa 150 mila persone, pari al 40% degli abitanti.

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Il garibaldino [798]

Il monumento a Giuseppe Garibaldi, nella via omonima, a Venezia.

Revisione del 4 dicembre 2020 – Quando Giuseppe Garibaldi, nel maggio del 1860, preparò la spedizione dei Mille, tra gli altri garibaldini c’era un giovane, pressoché ventenne: Giuseppe Zolli, veneziano.

Giuseppe Zolli era letteralmente in adorazione del suo generale, tanto che, in circostanze non ben precisate, il garibaldino fece un giuramento: “Egli, Giuseppe Zolli, sarebbe stato SEMPRE pronto a fare la guardia al suo generale, Giuseppe Garibaldi”.

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Il portachiavi [797]

Il portachiavi con la bicicletta di vetro.

Revisione del 2 dicembre 2020 – In questo racconto, abbiamo ripreso alcuni concetti già esposti nello scritto Ricchezza [785], il quale fa riferimento, a sua volta, ad altri scritti con gli stessi concetti.

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La guardiana del guardiano – Seconda parte [796]

Palazzo Grassi al centro, sul Canal Grande. In primo piano, in basso sulla sinistra, Ca’ Rezzonico. Sulla destra il Campo San Samuele, con la chiesa ed il pontile del vaporetto. Il chiostro interno di Palazzo Grassi, dove si sarebbe gettata Caterina, è ora ricoperto per evitare le piogge.

Revisione del 29 novembre 2020 – Il capo del personale balzò in piedi e disse: “Naturalmente… certo… abbia la compiacenza di sedersi in una poltrona per cinque minuti… torno subito… se desidera, nel frattempo, magari si legga il quotidiano, che si trova sul tavolino accanto a lei…”

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La guardiana del guardiano – Prima parte [795]

Il Palazzo Grassi, completato nel 1772, con la fermata del vaporetto di San Samuele, nell’omonimo campo. Sulla destra, il pontile del vaporetto. Attualmente ospita delle mostre d’arte. Si tratta dell’ultimo palazzo patrizio costruito prima del crollo della Serenissima, per mano di Napoleone, nel 1797.

Revisione del 29 novembre 2020 – Pubblichiamo uno scritto da noi trovato, da bravi topi di biblioteca, negli archivi della Biblioteca Querini Stampalia, che si trova a Santa Maria Formosa in Venezia.

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Cuore di pietra [794]

Campo San Boldo, Sestiere di San Polo, a Venezia. La casa stregata del nostro racconto è la casa sulla destra, col portone verde e due gradini in pietra bianca.

Revisione del 26 novembre 2020 – Le cronache di Venezia, nel 1920, parlarono a lungo di questa storia, rimasta inspiegabile.

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Chinotto e Coca-Cola [793]

La bottiglietta del Chinotto San Pellegrino, a sinistra e la bottiglietta della Coca-Cola, a destra.

Revisione del 18 novembre 2020 – Siamo a Venezia, nel primo dopo guerra. Quando si andava al caffè, seduti sui tavolini in Riva degli Schiavoni o alle Zattere per prendere il sole, i veneziani consumavano caffè e gelati. Si bevevano molto anche delle bibite a base di chinotto.

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Cinema Rossini [792]

Il manifesto del 1960 del film I magnifici sette.

Revisione del 17 novembre 2020 – Siamo a Venezia nel 1960. Un grandissimo spettacolo verrà dato ma non si sa ancora in quale cinematografo della città: il film s’intitola ‘I magnifici sette’, con una serie straordinaria di protagonisti, tra cui Eli Wallach, Yul Brynner, Charles Bronson e Steve McQueen.

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